← Torna al sitoLettura online · Kit Montessori Safe Spaces
Un Montessori Safe Space allestito: scaffali bassi in legno, materiale accessibile, angolo lettura e tavoli a misura di bambino.

Erasmus+ · KA210-YOU · Partenariato su piccola scala

Kit Montessori Safe Spaces

Come creare, allestire e far vivere uno spazio Montessori in un'istituzione che accoglie bambini vulnerabili.

Progetto n° 2025-1-FR02-KA210-YOU-000357945 L'Aventure Montessori · Francia Il Giardino dell'Infanzia · Italia Risorsa ad accesso aperto
Logo L'Aventure Montessori L'Aventure MontessoriHyères · Francia
Logo Scuola Montessori Roma Il Giardino dell'InfanziaScuola Montessori
Roma · Italia
Drapeau de l'Union européenne Finanziatodall'Unione europea

Questo kit è il risultato di un progetto europeo condotto per un anno, in Francia e in Italia, con trenta professionisti del lavoro sociale. Non descrive un metodo ideale: descrive ciò che ha realmente funzionato in comunità, centri di accoglienza e istituti medico-educativi, con stanze di 12 m², budget ristretti ed équipe soggette a turnover.

Che cosa troverete qui
  1. Come usare questo kit?
  2. Che cos'è un Montessori safe space?
  3. Perché funziona?
  4. I cinque pilastri
  5. Valutare i bisogni
  6. Progettare lo spazio
  7. Scegliere il materiale
  8. Allestire in 24 tappe
  9. Far vivere il luogo
  10. Osservare e valutare
  11. Otto studi di caso
  12. Gli strumenti del progetto
  13. Modelli di attività
  14. Il programma di formazione
  15. Allegati: piano d'azione, baule «vita pratica», schede di osservazione qualitativa e quantitativa
  16. Fonti

1 · Come usare questo kit?

Questo documento si rivolge a tre pubblici, che non ne leggeranno le stesse pagine.

1

Dirigere un'istituzione

Leggete le sezioni 2, 3 e 11. Dicono che cosa cambia un Montessori safe space, quanto costa e che cosa ne hanno ricavato altre strutture come la vostra.

2

Creare lo spazio

Le sezioni da 5 a 9 sono le vostre istruzioni, nell'ordine. Il piano di lavoro in 24 tappe è pensato per essere stampato e spuntato.

3

Accompagnare i bambini

Le sezioni 4 e 10 riguardano la postura, l'osservazione e le regole dello spazio. Sono quelle da rileggere regolarmente.

Un principio prima di tutto. Questo kit non chiede di riprodurre una classe Montessori. Chiede di adattare dei principi alla vostra realtà istituzionale: i vostri locali, il vostro pubblico, la vostra équipe. Le strutture presentate nella sezione 11 lo hanno fatto in modi diversi, e tutte e quattro sono valide.

2 · Che cos'è un Montessori safe space?

Un Montessori safe space è una stanza dedicata, allestita secondo i principi Montessori e adattata ai bambini che hanno vissuto l'instabilità, l'esilio, la violenza o l'allontanamento dalla famiglia. È un luogo in cui il bambino sceglie la propria attività, agisce da solo, sbaglia senza conseguenze e ritrova un ordine prevedibile: quattro cose di cui è stato privato.

Ogni struttura del progetto ha ricevuto un kit di partenza con una trentina di attività di vita pratica: versare, aprire e chiudere, prendersi cura dell'ambiente, preparare e servire. L'elenco completo si trova in allegato.

3 · Perché funziona?

Un bambino esposto a uno stress cronico vive in uno stato di allerta permanente. Tre condizioni lo aiutano a calmarsi: un ambiente prevedibile, un adulto costante e calmo, e la possibilità diagire da solo. Un ambiente Montessori ben curato riunisce queste tre condizioni in modo quasi naturale.

4 · I cinque pilastri

Un Montessori safe space si regge su cinque pilastri, da preparare e poi da verificare regolarmente:

PilastroIn una frase
1 · L'ambiente preparatoArredi a misura di bambino, materiali naturali, una luce morbida, un ordine che non cambia.
2 · La postura dell'educatoreOsservare prima di intervenire, mostrare anziché spiegare, farsi da parte quando il bambino è concentrato.
3 · Le attività proposteIntrodotte gradualmente, con un posto centrale per la vita pratica.
4 · Il clima relazionaleUn'accoglienza individuale, voci che non si alzano mai, il diritto di non volere.
5 · Il legame con la comunitàLe famiglie e gli attori locali coinvolti nella vita del luogo.

5 · Valutare i bisogni prima di spostare un mobile

Prima di ogni allestimento, l'équipe mappa ciò che l'aiuterà e ciò che la frenerà. Questo esercizio è stato svolto da tutte le strutture del progetto. I piani d'azione delle otto strutture partner (nove sedi), in Francia e in Italia, fanno emergere esattamente le stesse leve e gli stessi ostacoli. Le risposte si sovrappongono in un modo che ha sorpreso entrambi i partner. Ecco che cosa ne emerge.

Leve citateOstacoli citati
Direzione motivata dal progetto Budget materiali limitato
Piccola équipe coesa Locali angusti
Possibilità di accoglienze individuali con i bambini Forte turnover del personale

Ogni sede vi aggiunge poi i propri vincoli, emersi dai piani d'azione e durante le visite: difficoltà a coinvolgere i genitori, forte differenza di età, sala condivisa con un altro servizio, disabilità motorie, diversità linguistica e culturale delle famiglie.

Che cosa vi dice tutto questo. Le stesse tre leve e gli stessi tre ostacoli ritornano in tutte le nove sedi, quale che sia il paese, il pubblico accolto o la dimensione del locale. Il trittico budget ridotto / locali piccoli / turnover del personale non è dunque un incidente locale: è la condizione standard del settore sociale in Europa. Progettate fin dall'inizio per questa realtà e ottenete anzitutto l'impegno della direzione, l'unica leva che tutte le strutture citano per prima.

Le domande da porsi

6 · Progettare lo spazio

Un Montessori safe space completo comprende sette zone. Nei contesti con molti vincoli, alcune possono essere accorpate; nessuna può essere eliminata senza indebolire l'insieme.

ZonaChe cosa vi accadeCondensabile?
Vita praticaVersare, travasare, abbottonare, prendersi cura degli oggettiNo, è il cuore
Vita sensorialeDiscriminazione di forme, texture, suoni, dimensioniNo
LinguaggioLessico, lettere smerigliate, libri illustratiUnibile con lettura
MatematicaQuantità, simboli, materiale autocorrettivoUnibile con scienze
Lettura / angolo riposoRifugio tranquillo, tappeti, libri sceltiNo, il rifugio è essenziale
ArteArgilla, pittura, materie da manipolareUnibile con vita pratica
Scienze / naturaPiante, elementi naturali, cura del viventeUnibile
Une étagère organisée par aire : matériel de mathématiques en haut, vie pratique au centre, nomenclatures de sciences en bas.
Un'area per scaffale, dal più semplice al più complesso, da sinistra a destra. Un bambino che sa dove trovare le cose può scegliere da solo: è tutta la logica della zonizzazione.

Che cosa cambia davvero la superficie

Le nove sedi del progetto hanno lavorato in locali che vanno da 5 a 36 m². Si può fare ovunque, a condizione di adattare il numero di bambini anziché ammassare il materiale. La tabella qui sotto riunisce gli otto spazi effettivamente allestiti, in Francia e in Italia.

SuperficieBambini per sessioneZone realisticheStruttura
5 m²da 4 a 6Aree condensate, solo arredi fissiStruttura 8 · Italia
12 m²2 al massimo5 zone, 4 scaffaliStruttura 3 · Francia
15 m²1 coppia madre-bambino, oppure da 3 a 4 bambini7 zoneStruttura 2 · Francia
18,5 m²4 al massimo, incontri individualiAree principaliStruttura 6 · Italia
20 m²Coppie madre-bambino, piccoli gruppiAree principali, stanza condivisaStruttura 5 · Italia
21 m²da 3 a 4Tutte le zoneStruttura 1 · Francia
25 m²6Aree principali, stanza condivisaStruttura 7 · Italia
36 m²Piccoli gruppiTutte le zoneStruttura 4 · Francia
Che cosa mostra questa tabella. Non è la dimensione della stanza che conta. Stanze di pochi metri quadrati funzionano bene quanto le più grandi. Ciò che fa la differenza è la qualità dell'allestimento e il coinvolgimento di tutta la comunità di professionisti attorno al luogo.

Quattro piante realizzate dalle strutture del progetto

Queste piante sono state disegnate dalle équipe stesse, in Francia e in Italia. Mostrano come gli stessi principi si applichino a stanze molto diverse.

Pianta vista dall'alto di una sala di 37 m²: scaffali in legno lungo il perimetro, tavoli al centro, angolo riposo in un angolo.
Esempio 1 · Centro di accoglienza per richiedenti asilo, Francia · circa 37 m²
Pianta vista dall'alto di una camera di 15,5 m²: scaffali lungo le pareti e angolo morbido con tappeto rotondo.
Esempio 2 · Accoglienza di famiglie, Francia · 15,5 m²
Vista 3D di una sala: scaffali bianchi bassi ai lati, pavimento blu, tavolini, poltrona verde in un angolo tranquillo.
Esempio 3 · Istituto medico-educativo, Francia · 21 m², vista 3D prima dei lavori
Pianta schematica di una sala: scaffali marroni lungo il perimetro, tavoli gialli al centro, aree annotate in italiano.
Esempio 4 · Struttura di accoglienza, Italia

Elementi di allestimento rilevati sul campo

7 · Scegliere il materiale

Il progetto ha dotato ogni istituzione di un kit di materiale iniziale. Questo kit non basta ad attrezzare una stanza completa: è concepito come un punto di partenza, e l'istituzione lo completa poi con mezzi propri. Tutte le strutture del progetto lo hanno fatto, in proporzioni variabili secondo le loro risorse.

Tre regole di selezione

Il ricorso all'«autoprodotto»

Una parte del materiale può essere costruita in loco, a basso costo: vassoi per il travaso, scatole tattili, libri illustrati, tavolette smerigliate. Tutte le strutture del progetto hanno completato così il proprio kit. L'elenco completo del baule «vita pratica» si trova in allegato.

8 · Allestire: il piano di lavoro in 24 tappe

Questo piano di lavoro è quello seguito dalle strutture del progetto. È pensato per essere stampato e spuntato in équipe. Le prime quattro tappe sono le più importanti: prendetevi il tempo di svolgerle con cura, perché sono loro a permettere al luogo di durare, anche dopo la partenza di un professionista.

  1. DeciderePresentare il progetto all'équipe e ottenerne l'adesione
  2. Approvare il budget con la direzione
  3. Individuare gli educatori referenti del Montessori safe space (più di uno, mai uno solo)
  4. Definire il calendario di utilizzo settimanale
  5. Preparare il luogoSvuotare e pulire la stanza dedicata
  6. Eseguire i lavori necessari: pittura, impianto elettrico, illuminazione
  7. Acquistare o costruire gli arredi: scaffali, tappeti, tavoli
  8. AttrezzareRicevere il kit di materiale
  9. Completare con materiale costruito in loco
  10. Allestire le zone: vita pratica, vita sensoriale, linguaggio…
  11. Disporre il materiale sugli scaffali aperti
  12. Fotografare lo spazio prima / dopo
  13. Far validare l'allestimento da un referente Montessori
  14. Inaugurare ufficialmente il Montessori safe space
  15. Aprire ai bambiniPresentare il luogo alle famiglie e ai tutori
  16. Presentare il Montessori safe space ai bambini
  17. Condurre le prime sessioni in piccolo gruppo
  18. Tenere un diario di osservazione settimanale
  19. Rendere duraturoFormare i colleghi alla postura Montessori
  20. Istituire una riunione d'équipe trimestrale sul luogo
  21. Inserire la formazione Montessori nel piano formativo della struttura
  22. Valutare e riadattare l'allestimento dopo tre mesi
  23. Prevedere il rinnovo del materiale usurato
  24. Documentare e condividere l'esperienza fuori dalla struttura
Ordine di grandezza. Le strutture del progetto hanno impiegato dai tre ai sei mesi per andare dalla tappa 1 alla tappa 14, lavorando durante l'orario di servizio. Le tappe da 19 a 24 si giocano nell'anno successivo.

9 · Far vivere il luogo

Un Montessori safe space allestito ma non pianificato ridiventa un ripostiglio nel giro di tre mesi. Ciò che lo tiene in vita è un quadro d'uso scritto ed esposto.

Il calendario

Esempio rilevato in una struttura con 87 bambini e 5 professionisti formati: una presenza garantita da una persona formata tutte le mattine, più tre pomeriggi. Il principio che conta non è il volume, è la regolarità: il bambino deve poter anticipare.

Le regole di utilizzo

Quattro regole, rilevate così come sono sul campo, bastano:

L'équipe e il suo ricambio

Il turnover del personale è uno dei due ostacoli strutturali del lavoro sociale. Tre contromisure osservate:

Le resistenze, e come si presentano

Due resistenze ritornano spesso. La prima riguarda i pregiudizi sulla pedagogia Montessori: scompaiono quasi sempre quando i colleghi vengono a osservare una sessione e vedono i bambini all'opera. La seconda riguarda le questioni organizzative: chi riordina, chi apre, chi decide. Si risolvono più facilmente per iscritto, prima dell'apertura, fissando insieme le regole e il ruolo di ciascuno.

10 · Osservare e valutare

L'osservazione non è un supplemento amministrativo: è la competenza centrale, e la più difficile da acquisire. Consiste nel descrivere ciò che si vede senza interpretarlo.

Il diario di bordo

Tenuto a ogni sessione. Che cosa ha scelto il bambino, per quanto tempo è rimasto impegnato, che cosa lo ha interrotto. Fatti, non giudizi.

L'osservazione iniziale

Un punto di partenza per ogni bambino, all'arrivo nel luogo. Senza di essa, nessuna evoluzione è poi dimostrabile.

L'audit dei cinque pilastri

Trimestrale, in équipe. Ciascuno dei cinque pilastri viene ripreso e valutato insieme. Questo momento permette di individuare ciò che si è a poco a poco allontanato dai principi di partenza e di riadattare l'allestimento, il materiale o la postura dell'adulto.

Due indicatori semplici ed eloquenti

Attenzione alla trappola. Fate la vostra osservazione iniziale prima dell'apertura del luogo. Molte équipe pensano a misurare solo al momento del bilancio, e allora non hanno più nulla con cui confrontare.

11 · Otto studi di caso

Otto adattamenti diversi, in Francia e in Italia. I nomi sono omessi volutamente.

StrutturaContestoChe cosa ne ricaviamo
Struttura 1 · Francia · Istituto medico-educativo21 m² · disabilità motoriaTavoli regolabili in altezza e contrasti visivi rafforzati. La disabilità non impedisce la libera scelta: pone la questione dell'accesso al materiale.
Struttura 2 · Francia · Accoglienza madri e bambini, violenza domestica15 m² · da 0 a 12 anniIncontri in coppia madre e bambino e laboratori di genitorialità. Il rifugio occupa metà della stanza.
Struttura 3 · Francia · Centro di accoglienza e reinserimento sociale12 m² · da 0 a 6 anniDue bambini al massimo per sessione. Dodici metri quadrati bastano se si riduce il numero di bambini anziché la qualità dello spazio.
Struttura 4 · Francia · Centro di accoglienza per richiedenti asilo36 m² · 8 spaziScaffali lungo il perimetro, centro libero, ingresso pensato come una soglia: la pianta più facile da riprodurre.
Struttura 5 · Italia · Accoglienza d'emergenza, famiglie in grave precarietà20 m² condivisiLa sala è condivisa con i terapeuti. L'ordine si regge sugli arredi fissi: si spostano solo i tavoli.
Struttura 6 · Italia · Comunità per madri e bambiniForte differenza di etàApertura graduale, riordino fatto con i bambini e con le madri. Formare le madri anziché invitarle a guardare.
Struttura 7 · Italia · Piccola struttura di accoglienza25 m² condivisiCiò che ha fatto cambiare la postura: il tono di voce basso osservato durante le visite.
Struttura 8 · Italia · Nido con un numero molto elevato di bambini5 m² · da 0 a 3 anniAnche cinque metri quadrati permettono un angolo preparato, per pochissimi bambini alla volta e con una programmazione rigorosa.
Il filo comune. Nessuna di queste strutture ha riprodotto una classe Montessori. Ciascuna ha mantenuto i cinque pilastri e adattato tutto il resto: il numero di bambini, le zone, l'utenza, il ritmo. È esattamente ciò che questo kit vi invita a fare.

12 · Gli strumenti del progetto

Durante il progetto, le équipe hanno lavorato con un piano d'azione in più parti e due strumenti di osservazione complementari:

Il piano d'azione vuoto, l'elenco del baule e la scheda di osservazione si trovano in allegato, alla fine del kit.

Due sguardi complementari. L'osservazione qualitativa insegna a descrivere ciò che si è visto, anziché giudicare il bambino: è quella che forma realmente lo sguardo. La griglia, più rapida, permette di seguire un gruppo nel tempo e di misurare i progressi dello spazio.

13 · Quattro modelli di attività

Queste quattro schede mostrano come si presenta un'attività Montessori: che cosa persegue, come la si presenta e come il bambino capisce da solo di aver sbagliato. Servono da modello per descrivere le altre attività del vostro spazio.

Vita pratica · Versare l'acqua da una brocca all'altra

AreaVita pratica
Età indicativada 2 anni e mezzo a 3 anni e mezzo
MaterialeUn vassoio, due piccole brocche identiche in vetro, una spugna
Scopo direttoVersare senza rovesciare, coordinare occhio e mano
Scopi indirettiConcentrazione, indipendenza, ordine, preparazione del polso alla scrittura, fiducia in sé
Controllo dell'erroreL'acqua rovesciata si vede sul vassoio. La spugna permette di riparare senza intervento dell'adulto
PresentazionePosare il vassoio sul tavolo.
Sedersi alla destra del bambino.
Afferrare il manico lentamente, versare con un gesto continuo, riposare la brocca, asciugare se necessario.
Farlo in silenzio, senza commentare.
Poi invitare il bambino
ProlungamentiVersare in più contenitori, versare fino a un segno tracciato, versare semi o riso prima dell'acqua per i più piccoli

Vita sensoriale · La torre rosa

AreaVita sensoriale
Età indicativada 2 anni e mezzo a 4 anni
MaterialeDieci cubi di legno rosa, dal più piccolo al più grande, da un centimetro a dieci centimetri di spigolo
Scopo direttoDiscriminare visivamente le dimensioni, nelle tre dimensioni insieme
Scopi indirettiPreparazione al sistema decimale e alla base dieci, coordinazione motoria, presa a pinza, senso dell'ordine
Controllo dell'erroreVisivo: la torre è irregolare se l'ordine è sbagliato. Il cubo più piccolo funge da riscontro, si posa esattamente sul bordo di ogni piano
PresentazioneSrotolare un tappeto.
Trasportare i cubi uno a uno, con due mani, posandoli in disordine.
Costruire dal più grande al più piccolo, lentamente.
Disfare, poi invitare il bambino
LessicoLezione in tre tempi: grande e piccolo, poi più grande e più piccolo, poi il più grande e il più piccolo

Linguaggio · Il cestino degli animali: oggetti e carte

AreaLinguaggio
Età indicativada 2 a 4 anni
MaterialeUn cestino, sei statuine di animali della fattoria e sei carte illustrate identiche, un piccolo tappeto
Scopo direttoNominare oggetti reali, poi associare l'oggetto alla sua immagine
Scopi indirettiArricchimento del vocabolario, passaggio dal concreto all'astratto, preparazione alla lettura, sostegno ai bambini alloglotti nella lingua madre come in italiano
Controllo dell'erroreL'immagine è la foto esatta della statuina: il bambino vede da solo se l'associazione è giusta
PresentazioneSrotolare il tappeto.
Tirare fuori le statuine una alla volta e nominarle con la lezione in tre tempi:
1° tempo, nominare: «Questa è la mucca.»
2° tempo, riconoscere: «Mostrami la mucca.»
3° tempo, ricordare: «Che cos'è?»
Poi disporre le carte e mettere ogni animale sulla sua immagine, senza parlare.
Riordinare, poi invitare il bambino
EstensioniAnimali selvatici, animali marini, oggetti quotidiani; nominare nella lingua della famiglia; gioco «portami…»

Arte · Incollare forme di carta

AreaArte
Età indicativada 2 anni e mezzo a 5 anni
MaterialeUn vassoio, forme di carta ritagliate in anticipo, un vasetto di colla con un pennello, un foglio colorato, uno straccio
Scopo direttoSpalmare la colla su una forma e posarla sul foglio
Scopi indirettiMotricità fine, impugnatura del pennello, libera scelta della composizione, espressione personale, piacere di portare a termine un lavoro
Controllo dell'erroreTroppa colla deborda e si vede; una forma incollata male non tiene. Lo straccio permette di pulire da solo
PresentazionePosare il vassoio.
Prendere una forma, girarla, stendere un po' di colla con il pennello, dal centro verso i bordi, posarla e premere.
Pulire il pennello.
Poi invitare il bambino a comporre il suo foglio
EstensioniRitagliare da sé le forme, incollare materiali (stoffa, foglie secche), comporre un fregio
Che cosa hanno in comune queste schede. In ogni caso l'adulto presenta l'attività lentamente, poi propone al bambino di fare a sua volta e lo osserva senza esprimere giudizi. Gli propone poi di riordinare o di continuare da solo. E in ogni caso il bambino può constatare da solo il proprio errore: l'acqua rovesciata si vede, la torre storta si vede, l'animale posato sull'immagine sbagliata si vede. È ciò che rende l'attività utilizzabile senza sorveglianza permanente, e ciò che la distingue da un gioco.

14 · Il programma di formazione

Il programma proposto ai trenta professionisti del progetto comprende ottanta ore ripartite in tre modalità, completate da visite di osservazione. Questa descrizione serve da riferimento a qualsiasi struttura che desideri formare le proprie équipe.

ModalitàVolumeContenuto
In presenza48 ore in sette giornate Principi Montessori e postura dell'adulto. Sviluppo del bambino da 0 a 6 anni, mente assorbente e periodi sensibili. Ambiente preparato. Osservazione. Presentazione e manipolazione del materiale: vita pratica, vita sensoriale, linguaggio, matematica. Montessori e trauma. L'arte in Montessori. Strumenti di monitoraggio del Montessori safe space. Laboratori di costruzione di materiale a basso costo
Lezioni collettive online12 ore Sessioni condotte da formatori Montessori, in gruppo, a distanza. Ripresa dei punti difficili, domande dei partecipanti, analisi di situazioni
Moduli in autonomia20 ore Su piattaforma, accessibili in qualsiasi momento: presentazioni video del materiale in uso, risorse sullo sviluppo del bambino, quiz di verifica. Gli scambi tra pari si sono svolti in un gruppo di discussione per paese
Osservazione in sedeVisite in strutture Montessori In ambiente Montessori in funzione, con una scheda di osservazione costruita attorno a tre focus: l'organizzazione degli spazi, le interazioni tra adulto e bambino, le routine. Le note di osservazione vengono poi condivise e analizzate in gruppo
Un accompagnamento nel tempo. La formazione non si è limitata a qualche giornata: ha accompagnato le équipe per tutto l'anno, dalla formazione all'apertura del luogo. È ibrida: giornate in presenza per manipolare il materiale, webinar per confrontarsi tra strutture e video preregistrati, che ciascuno guarda al proprio ritmo. L'osservazione vi occupa un posto centrale: è osservando i bambini in luoghi Montessori, poi nel proprio spazio, che i professionisti cambiano davvero il loro sguardo e la loro postura.

Fonti

Questo kit si basa sul quadro pedagogico de L'Aventure Montessori e sui piani d'azione redatti dalle strutture del progetto, in Francia e in Italia.

Finanziato dall'Unione europea.

Questo kit è un risultato del progetto Montessori Safe Spaces, n° 2025-1-FR02-KA210-YOU-000357945, partenariato su piccola scala Erasmus+ KA210-YOU (settembre 2025: agosto 2026), condotto da L'Aventure Montessori (Hyères, Francia) e Il Giardino dell'Infanzia S.r.l. (Roma, Italia).

I punti di vista e le opinioni espressi appartengono unicamente ai loro autori e non riflettono necessariamente quelli dell'Unione europea o dell'Agenzia nazionale. Né l'Unione europea né l'Agenzia nazionale possono esserne ritenute responsabili.

Le altre risorse del progetto. Questo kit è accompagnato da un rapporto di buone pratiche, che analizza i piani d'azione redatti dalle otto strutture: ciò che ha funzionato, le resistenze incontrate e le risposte date. È disponibile, insieme ai video di testimonianza e ai comunicati stampa, sul sito del progetto: safespaces.laventuremontessori.org

Kit Montessori Safe Spaces, versione 1, agosto 2026. Risorsa ad accesso aperto, condivisibile e adattabile per scopi non commerciali, citando l'origine.

Elaborato a partire dal lavoro dei trenta professionisti formati nell'ambito del progetto e dai piani d'azione delle otto strutture partner, in Francia e in Italia.

Origine dell'approccio

Questo kit si basa sull'esperienza maturata da L'Aventure Montessori negli spazi Montessori aperti nel Var prima del progetto Erasmus+, e su quella del Giardino dell'Infanzia nella formazione degli insegnanti Montessori a Roma.

Licenza: CC BY-NC-SA 4.0

Questo kit è diffuso con licenza Creative Commons Attribuzione, Non commerciale, Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Potete condividerlo, tradurlo e adattarlo per scopi non commerciali, a condizione di citare la fonte e di diffondere ogni adattamento con la stessa licenza. Testo completo: creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it

Questa licenza riguarda il testo, le illustrazioni e l'impaginazione di questo documento. Non si estende né al know-how pedagogico sviluppato da L'Aventure Montessori e dal Giardino dell'Infanzia prima del progetto, né alle loro formazioni.